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Pramod Mohanan's notes about ASP.NET, MVC, C#, SQL, jQuery, Bootstrap

Ormoni androgeni e steroidi anabolizzanti

Ormoni androgeni e steroidi anabolizzanti

Nello studio MEAD è stato confrontato l’effetto nei pazienti con EMD dell’impianto di desametasone da 0.35 mg, da 0.7 mg e di un’iniezione sham, con ritrattamento previsto non prima di 6 mesi. Un miglioramento nell’acuità visiva di almeno 15 lettere si è verificato nel 22.2% di pazienti trattati con l’impianto da 0.7 mg, nel 18,4% di quelli trattati con impianto da 0.35 mg, e nel 12% dei pazienti che ricevevano iniezione sham. A distanza di 1 anno l’approccio con ranibizumab risultò essere più efficace nel determinare un miglioramento dell’acuità visiva (+9 lettere) rispetto al trattamento con triamcinolone (+4 lettere) e al solo trattamento laser (+3 lettere).

  • L’acido arachidonico è una molecola presente nelle membrane delle nostre cellule che grazie ad un enzima, chiamato ciclossigenasi o COX, viene trasformato in prostaglandine.
  • Una volta nel sangue, gli steroidi sono attaccati alle proteine di trasporto e raggiungono vari organi in forma legata.
  • La via di somministrazione (per bocca o per iniezione) dipende dalla quantità di farmaco che occorre somministrare e dalla capacità del bambino di assumere tante compresse insieme.
  • L’ultimo aspetto da considerare riguarda la scelta dei farmaci immunosoppressori da utilizzare nei soggetti candidati alla sospensione dello steroide (sia immediata, precoce o tardiva).

Le alte dosi di steroidi anabolizzanti per migliorare le prestazioni sportive possono indurre gravi effetti avversi e provocare danni irreversibili in alcuni organi. Negli adolescenti si può avere arresto della crescita a causa della chiusura precoce delle epifisi. In entrambi i sessi frequenti effetti avversi sono ipertensione, aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, arteriosclerosi, tutti fattori che concorrono ad aumentare il rischio di incorrere in infarti ed ictus. L’entità di questo e di altri rischi dipende però da diversi fattori, in particolare dal tipo di corticosteroide assunto, dal suo dosaggio e dalla durata del trattamento.

Quando iniziare la terapia

Partendo dall’assunto per cui la diagnosi differenziale fisioterapica è il risultato di un complesso processo di ragionamento clinico e presa di decisioni diventa cruciale per il fisioterapista essere a conoscenza di potenziali disordini muscoloscheletrici causati dall’uso e dall’abuso dei farmaci. Una vasta gamma di farmaci presenta un link diretto tra somministrazione e sviluppo dei disordini muscoloscheletrici e reumatologici mentre altri risultano essere casi isolati (4). Questa sconvolgente premessa mette in luce quanto la conoscenza di potenziali link tra disordini muscoloscheletrici e uso di farmaci sia cruciale nella pratica clinica del fisioterapista.

  • Purtroppo, la grande variabilità inter-individuale della farmacocinetica del prednisolone non impedisce la comparsa di effetti collaterali maggiori in una percentuale variabile di pazienti anche a fronte della bassa dose utilizzata.
  • I farmaci con i quali maggiormente interagiscono sono gli anticoagulanti, gli anticonvulsivanti, gli ipoglicemizzanti, gli antiretrovirali e i FANS.
  • Gli steroidi potenti non dovrebbero essere applicati in zone cutanee ad elevato assorbimento (ad es. aree di piega e scroto).
  • Anche in questo caso maggiore è la durata della terapia farmacologica maggiore è la presenza di entesopatie sia in numero che in grandezza.
  • Evidenze aneddotiche suggeriscono che l’assunzione ciclica possa ridurre gli effetti dannosi e la necessità di aumentare le dosi dei farmaci per ottenere l’effetto desiderato.

Come tutti i farmaci anche i FANS possono provocare effetti indesiderati, soprattutto se sono presi ad alte dosi per molto tempo, se si è anziani, se si è in uno stato di salute precario. I FANS venduti senza necessità di ricetta, in generale, hanno effetti collaterali minori rispetto a quelli che hanno l’obbligo di prescrizione medica. I farmaci in grado di incidere sui meccanismi alla base della malattia, e quindi di modificarne il decorso, sono trattamenti che agiscono con modalità diverse a vari livelli del sistema immunitario. Come anticipato, questi farmaci non rappresentano ancora una cura definitiva ma sono in grado – nella maggior parte dei casi – di ridurre il numero di ricadute e la loro severità. Il fenomeno “doping”è un problema riguardante non solo l´etica sportiva, ma anche la salute pubblica.

Gravidanza

In letteratura sono numerosi gli studi disponibili che indagano le proprietà medicamentose dell’arnica, ma ad oggi esiste solo un’ipotesi di reale efficacia nel trattamento dell’artrosi. In letteratura sono presenti numerosi lavori che hanno provato a valutare in modo più affidabile l’efficacia dell’estratto e quello che emerge è un quadro di conferma sull’effetto antinfiammatorio e antidolorifico, mentre gli effetti sono meno chiari e https://www.sidreriaelllagar.com/gli-effetti-collaterali-dell-oxandrolone-le-ultime/ dimostrabili in altri ambiti. Il meccanismo della fotosensibilità, che spiega l’alta fotoattività degli acidi 2-arilpropionici, è la pronta decarbossilazione della parte dell’acido carbossilico. Le caratteristiche di assorbimento specifico dei diversi sostituenti 2-aril cromoforici interferiscono con il meccanismo della decarbossilazione. L’ibuprofene, che ha scarso assorbimento, viene considerato un agente fotosensibilizzante debole.

  • Esistono formulazioni a rilascio modificato per alcuni glucocorticoidi che permettono monosomministrazioni giornaliere bypassando il problema di un’emivita troppo breve rispetto alle necessità terapeutiche.
  • L’ibuprofene, che ha scarso assorbimento, viene considerato un agente fotosensibilizzante debole.
  • Gli steroidi possono essere somministrati per via orale (compresse), o con iniezioni in muscolo o in vena, sotto forma di fleboclisi.
  • In alcuni studi, tra questi anche uno italiano [39], l’Azatioprina ha dato risultati equivalenti, ma è stata comunque progressivamente abbandonata dalla maggioranza degli autori.
  • Una ricaduta, detta anche “recidiva” o “riacutizzazione”, “attacco”, “episodio acuto” o “evento clinico”, “poussè”, può durare anche alcune settimane.

Questi ultimi due farmaci sembrano essere la causa di una Complex Regional Syndrome che colpisce anche la mano e il polso (43). Anche la ciclosporina e il tacrolimus, specialmente in pazienti che hanno subito il trapianto di un organo, possono determinare dolore simmetrico delle epifisi e una distrofia del sistema nervoso simpatico (44). Inoltre chi assume a lungo cortisonici per via orale corre un maggior rischio di sviluppare diabete, pressione alta, osteoporosi, glaucoma e cataratta.

Infine, si segnala che l’assunzione di cortisonici per lunghi periodi di tempo può determinare una riduzione della produzione di cortisone endogeno da parte delle ghiandole surrenali. Se il trattamento con cortisonici viene interrotto bruscamente, pertanto, si possono manifestare disturbi connessi alla mancanza dell’ormone, assistendo così alla comparsa della sindrome da deprivazione. Questo è il motivo per cui la terapia con cortisonici non deve mai essere interrotta in modo brusco, bensì in maniera graduale, scalando lentamente la dose, secondo le indicazioni mediche ricevute.

Cosa prendere al posto degli antidolorifici?

Quando usati in modo improprio, ripetutamente ad alti dosaggi e senza controllo medico, possono determinare un comportamento bizzarro e irrazionale e un’ampia gamma di effetti fisici avversi. Una patologia specifica del soggetto adulto-anziano è quella dell’osteonecrosi avascolare che generalmente colpisce la testa del femore a volte anche bilateralmente che evolve rapidamente in osteoartite. La terapia corticosteroidea ad alte dosi è quindi un importante fattore di rischio per lo sviluppo di tale patologia che può però essere preventivamente evitata attraverso un controllo tramite risononza magnetica a 4 mesi dall’inizio della terapia farmacologica in questione (anche se il paziente è asintomatico)(63). Le terapie dell’attacco si usano in presenza di ricadute e si basano sull’uso dei farmaci steroidei (cortisonici), in particolare del metilprednisolone, sfruttandone l’effetto antinfiammatorio. Numerosi studi clinici hanno dimostrato che gli steroidi abbreviano la durata dell’attacco, riducendone anche la gravità, sebbene la risposta al cortisonico sia variabile da individuo ad individuo e da ricaduta a ricaduta.

I Cortisonici possono interferire con altri farmaci e viceversa?

Vengono usati nella cura di diverse malattie e spesso impropriamente nel mondo del bodybuilding. Se durante la terapia con FANS si notano effetti indesiderati di qualunque tipo, è necessario interromperla e parlarne con il proprio medico. Sebbene i FANS siano usati da gran parte della popolazione, non sono adatti a tutti e possono a volte provocare effetti indesiderati. I FANS sono impiegati generalmente per alleviare i sintomi del mal di testa, del ciclo mestruale doloroso (dismenorrea), di strappi muscolari, del raffreddore e dell’influenza, dell’artrite e di altre malattie che causano dolore cronico.

No, il prezzo non è legato alla qualità della visita né all’esperienza del professionista. Puoi sempre consultare le recensioni dei medici sul nostro sito per avere ulteriori informazioni sui nostri professionisti. Se utilizzati in modo competente e con dosaggi appropriati, possono essere usati anche per periodi molto prolungati, senza complicanze e danni su organi e apparati. Si comportano come le endorfine (sostanze normalmente prodotte dal nostro organismo per tamponare qualsiasi evento doloroso) entrando, come chiavi, nei recettori del dolore e bloccando la trasmissione dell’impulso doloroso.

Updated: January 29, 2024 — 2:57 am

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